E’ morto
sa, è morto.
Ah, condoglianze.
E la diagnosi?
Dicono
malattia strana
di fumo di alcol di vecchiaia
di donne d’amore d’esistenza o di letture
di tedio di odio, di droghe e medicine, dal troppo
pensare dal poco sentire, dal caso dal buio dal moderno
che rapisce - l’io-corpo è fra noi, lo guardi
prosegue anch’egli il circolo,
l’altro chissà, è partito
forse non è più.
Mai nessuno che dica:
è morto,
sa, perchè è nato.
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